Brexit e impatto sulla globalizzazione

brexit e globalizzazioneNel 1989, abbiamo assistito alla caduta del muro di Berlino e questo è stato anche il simbolo della creazione del nuovo ordine economico mondiale. Questo intende rimuovere le barriere che impediscono la libera circolazione di merci e persone. Gli economisti europei hanno creduto in questa idea, e nei suoi benefici, e i politici l’ hanno implementata ma prestando poca attenzione agli aspetti sociali e le conseguenze derivanti dalle loro azioni. Come si può intuire, il motivo principale di questa implementazione è di carattere economico (la globalizzazione comporta, ad esempio, che il mercato di lavoratori qualificati si ingrandisca, che le barriere doganali spariscano e che vengano stipulati accordi commerciali migliori con i paesi extra-UE), e le società sono quelle che più beneficiano per una riduzione di costi. Infatti, questo è un sogno che diventa realtà: le aziende hanno ottenuto tutto il sostegno di cui avevano bisogno per produrre in Paesi con bassi salari (e tassazione agevole) e vendere la merce in Paesi più ricchi, facendo enormi profitti e pagando meno tasse. Cosa è cambiato per i cittadini europei con questo enorme cambiamento economico e sociale? Erano pronti a conoscere e convivere con i nuovi migranti ed a far fronte alla nuova concorrenza lavorativa, magari più qualificati e a miglior prezzo? Sia gli economisti che i politici erano convinti che dotando l’ Unione Europea di una moneta comune, questa avrebbe dato un enorme vantaggio a tutti i membri della comunità. Purtroppo, questo è risultato un problema in quanto: il tasso di conversione delle vecchie valute locali con la nuova non è stato giusto per alcuni Paesi (vale a dire che la conversione sbagliata ha impoverito alcuni Paesi e quindi ha reso forti altri); i Paesi europei hanno diverse economie e hanno bisogno della propria moneta per aumentare le esportazioni (ad esempio deprezzando la moneta) o per ottimizzare le importazioni; gli Stati membri non si supportano reciprocamente, questo significa chi ha bisogno di denaro li deve prendere in prestito dalla banca centrale.

Credo che la globalizzazione porti anche alcuni vantaggi soprattutto come “custode di pace” (poiché vi è una maggiore integrazione tra gli Stati e questo significa più discussioni, opzioni e opportunità per i negoziati), ampia zona per viaggiare liberamente; maggiori opportunità di guadagno individuale e migliore distribuzione della ricchezza tra Paesi. Parliamo di questo ultimo punto perché è di fondamentale importanza in questo particolare momento in cui ci troviamo.

L’idea delle società di trasferire le produzioni verso i Paesi più convenienti (in termini di tassazione e salari) ha dato la possibilità di aumentare i loro guadagni ed ha creato anche posti di lavoro migliori in quelle parti del mondo che solitamente hanno un alto tasso di disoccupazione e forte emigrazione. Devo sottolineare che la globalizzazione è un sistema rivoluzionario, spinge le persone, dei Paesi con economie mature, a reinventarsi lavorativamente e a migliorare le proprie capacità e competenze, poiché è di fronte ad una maggiore concorrenza.

Il punto critico, però, è che lo spostamento della produzione industriale è accaduto in maniera troppo veloce e la gente non ha avuto il tempo di prepararsi a sufficienza per questo. Inoltre, quando si muovono le produzioni industriali, si muovono migliaia di posti di lavoro (considerando anche gli indotti) e questo è molto difficile da risolvere in breve tempo. Si innesca così il nazionalismo e populismo, in quanto le persone hanno paura, sono disoccupate e capiscono che non hanno lo stesso livello di ricchezza che avevano prima. In questa situazione si inasprisce la rabbia e la frustrazione all’interno della comunità.

Le persone hanno sempre cercato di comunicare il loro pensiero in merito a questa nuova idea economica e, a volte, delle manifestazioni sfociano in battaglia, come è accaduto nel 1999 durante la riunione dell’Organizzazione mondiale per il commercio a Seattle. Ci fu un’ enorme protesta contro il piano di globalizzazione e ci furono diversi arresti e feriti a causa degli scontri tra i manifestanti e la polizia.

La globalizzazione comporta anche che ogni Paese sia connesso e legato a vicenda. Il crollo della banca d’investimento Lehman Brothers ha avviato formalmente la recessione economica mondiale nel 2008 per la quale, nel 2016, siamo ancora alle prese con la crescita economica e risolvere i problemi di quella recessione. Brexit ha influenzato pesantemente i mercati finanziari mondiali che hanno visto una perdita di $ 2 trilioni il 24 giugno. Le guerre e gli attacchi terroristici non influiscono solo un Paese, ma tutto il mondo è interessato. Le guerre alle frontiere dell’UE hanno causato una enorme immigrazione verso l’UE senza una risposta valida e credibile da parte della UE.

Brexit è stato anche un voto contro la globalizzazione, perché la gente ha votato per riprendersi il controllo completo del loro Paese. Infatti, i principali argomenti dei sostenitori del Brexit sono stati:

  1. Minaccia della perdita della sovranità nazionale a favore della UE. Gli euroscettici dicono che le norme comunitarie sostituiscono le leggi nazionali su temi importanti come: concorrenza, agricoltura, e diritto d’autore e brevetti.
  2. Risparmio immediato. Nel 2015, il Regno Unito ha aderito al bilancio comunitario con £ 13 miliardi e le sono tornati solo £4,5 miliardi.
  3. Controllo completo della immigrazione. In base al diritto UE, la Gran Bretagna non può impedire, a chiunque appartenga ad uno Stato membro, di entrare e vivere nel Regno Unito. Questo è vero anche per tutti i cittadini britannici che hanno deciso di muoversi in Paesi comunitari. Secondo l’ufficio per le statistiche nazionali, nel Regno Unito ci sono 942.000 immigrati dall’Est Europa e 791,000 dall’Europa occidentale. Dai Paesi extra EU gli immigrati sono 2,93 m (maggioranza da Cina e India). Secondo le statistiche (a parte il recente flusso eccezionale di immigrati), l’immigrazione è stata positiva per il Regno Unito.

Quando l’UE è stata istituita, ed anche in seguito all’adesione dei  Paesi dell’ ex blocco sovietico, aveva come obiettivo quello di proteggere i suoi cittadini contro le minacce del mercato globale e garantire sicurezza dei suoi popoli. Il recente successo dei partiti populisti ed estremisti è dovuta alla convinzione che questo nuovo modello di Europa non è riuscito a garantire i risultati auspicati. Infatti, i posti di lavoro, gli standard di vita e il benessere erano stati protetti meglio nel periodo precedente alla globalizzazione.

La gente crede che solo un’élite di loro è capace di sfruttare questo nuovo sistema a propio vantaggio e il resto è costretta a pagare per i danni causati dalle banche.

Pertanto, tutti noi dovremmo riflettere sul Brexit e, nel caso in cui volessimo ancora abbracciare il modello economico attuale, il sistema ha la priorità di soddisfare le esigenze delle persone.

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