I.J. Good e la “intelligence explosion”

GoodOggi vi voglio parlare di un grande uomo I.J. Good (9 dicembre 1916-5 aprile 2009), il quale è stato un matematico britannico e futurista.

Il mio interesse per lui è dovuto al fatto che ha anticipato il concetto di macchine ultra-intelligenti (un passo più avanti rispetto all’ intelligenza artificiale).

Good era un prodigio in matematica, infatti si racconta che una volta si trovava nella sua culla e chiese a sua madre quanto faceva mille volte mille. Durante il periodo di guarigione dalla difterite, egli scoprì i numeri irrazionali e prima di quattordici anni contribuì al miglioramento della matematica induttiva.

Durante la seconda guerra mondiale partecipò alla decodifica della comunicazione crittografata dei tedeschi, fornendo informazioni utili e sensibili agli alleati.

Durante quel periodo introdusse, per la prima volta, il concetto di macchina ultra-intelligente. Egli dichiarò: “Definendo macchina ultra-intelligente una macchina che può superare di gran lunga tutte le attività intellettuali di qualsiasi uomo intelligente. Dal momento che la progettazione di macchine è una di queste attività intellettuali, una macchina ultra-intelligente potrebbe progettare macchine sempre migliori; si verificherebbe, in questo modo, un ‘intelligence explosion‘ e l’intelligenza umana sarebbe lasciata molto indietro. Per questo dico che la prima macchina ultra-intelligente sarebbe anche l’ultima invenzione che l’uomo dovrebbe mai fare, a meno che la macchina stessa ci dica come tenerla sotto controllo “.

L’ intelligence explosion è il risultato atteso nel caso in cui si verificasse la singolarità tecnologica (technology singularity). Quest’ultima, invece, è lo scenario nel quale l’intelligenza artificiale (IA) innesca uno sviluppo tecnologico senza precedenti, che sovvertirebbe la civiltà umana.

Al giorno d’oggi, l’IA è fermata dalla limitata intelligenza del cervello umano, ma se gli sviluppi informatici e quelli su AI dovessero continuare con la tendenza di oggi, il rischio di creare un super-intelligenza (espansione dell’intelligenza umana) è concreto. Ciò significa che i computer avranno più intelligenza degli esseri umani e l’essere umano potrebbe perdere il controllo della situazione ed essere controllato (o dipendente) dalle macchine.

Se invece, ipotizzassimo che gli esseri umani possano comunque controllare le macchine in base a dei limiti autoimposti (anche se non vedo questo plausibile), siccome le scoperte generate dal queste macchine ultra-intelligenti sarebbero davvero eccezionali, la domanda è: Sarebbero queste scoperte condivise con l’intera umanità oppure sarebbero utilizzate unilateralmente per scopi di sopraffazione? In breve ci troveremmo davanti al dubbio se queste eccezionali scoperte sarebbero una soluzione ai problemi del genere umano o ne procurerebbero di altri e più gravi.

Gli scienziati hanno idee diverse per quanto riguarda l’evoluzione delle capacità dell’essere umano.

  1. Una corrente di pensiero crede che la capacità dell’essere umano sia immutabile.
  2. Il secondo pensiero crede che l’ evoluzione dell’intelligenza umana segua di pari passo il progresso della IA in quanto si apprenderebbe via via dalle nuove scoperte fatte. Questo, quindi, accrescerà l’intelligenza umana che a sua volta sarà in grado di creare un livello di IA più avanzato e così via.
  3. La terza idea è una combinazione delle due precedenti. In effetti, alcuni futuristi suggeriscono che sarà possibile ‘caricare’ la mente umana ai computer per amplificare l’intelligenza degli esseri umani.

Ritornando alla citazione in alto, Good si auspicava che la macchina ultra-intelligente fosse l’ultima invenzione fatta dall’uomo in quanto sarebbe dannosa per la specie umana. C’è da dire, però, che Good visse durante la seconda guerra mondiale e pensava che per superare i problemi umani (per esempio la guerra, armi nucleari e l’inquinamento), le macchine ultra-intelligenti fossero essenziali. Io aggiungerei che sono essenziali fino al punto di non ritorno…ah già …. quale è il punto di non ritorno?

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