Bluetooth e Internet delle Cose

IoT implica connettività che può essere wireless o wired. Sicuramente Internet va per la maggiore ma ci sono anche altri sistemi come: Mash networking e il sistema Bluetooth.
Il 7 dicembre 2016 è stata resa disponibile l’ultima tecnologia Bluetooth con il nome “Bluetooth 5”. Questa nuova versione è stata sviluppata per supportare il crescente sviluppo dell’IoT, quindi per supportare multipli oggetti collegati e che interagiscono tra loro. Le principali novità si evidenziano nella maggiore distanza del segnale, la velocità e, appunto, la possibilità di collegare più dispositivi contemporaneamente.

Nello specifico, il segnale ha quadruplicato la percorrenza del segnale, ha raddoppiato la velocità ed arriva ad otto volte la capacità di trasmissione del messaggio rispetto alla versione precedente. Questo sicuramente darà maggiore stabilità alla comunicazione IoT anche perché la nuova tecnologia riduce l’interferenza con altri dispositivi.

Attacchi DDoS di ottobre e le sfide per l’IoT nel 2017.

Lo scorso ottobre, alcuni dei siti più trafficati di Stati Uniti e Europa (ad esempio Twitter, il Guardian, Netflix, Reddit e CNN) hanno avuto più di un problema a garantire la continuità dei loro servizi online. Questo in quanto hanno subito il peggiore attacco DDoS (Distributed Denial of Service) della loro storia. In particolare, una rete di computer infetti da un malware particolare, conosciuto come “botnet”, sono stati coordinati per attaccare un server di gestione traffico fino a quando questo non è crollato sotto lo sforzo.

Questa situazione è stato resa possibile da due fattori principali:

  1. la vulnerabilità dell’infrastruttura DNS;
  2. Molti dispositivi IoT a buon mercato e privi di un accesso sicuro (in particolare macchine fotografiche e lettori DVR) collegati tra loro, che rendono facile il lavoro dei criminali informatici.

Dopo questo attacco, fornitori di collegamenti internet (backbone) hanno aumentato il livello di sicurezza, ma nulla è stato fatto per i dispositivi IoT.

Considerando i settori produttivi con maggiori sviluppi e investimenti in IoT, e considerando anche le aspettative e le domande dei consumatori, i quattro settori che emergono per un alto rischio in sicurezza sono:

  1. Assistenza sanitaria. Il 2017 sarà un anno con maggiori investimenti in IoT (più dispositivi e applicazioni digitali) in quanto essa rappresenta una soluzione per molti problemi sanitari (ad esempio, i pazienti con pressione sanguigna possono essere monitorati da casa, così come altri tipi di prevenzione e diagnostica). Il rischio è che eventuali attacchi potrebbero interrompere il servizio e potrebbero rubare dati personali degli ammalati.
  2. Finanziario. Questo settore affronterà un periodo difficile a causa di diverse situazioni. Da un lato, ci sono le sfide Bitcoin e Intelligenza Artificiale e dall’altra garantire la sicurezza di dispositivi e Apps degli utenti.
  3. Vendite al dettaglio. Per il 2017, i ricavi B2C generati dalle Apps e dispositivi IoT (vedi i recenti sviluppi di Amazon) hanno una previsione positiva, ma questo comporterà costi e sfide per proteggere questo business e garantire i dati personali dei consumatori.
  4. Comunicazione e Media. Le aziende che operano in questo settore hanno la doppia necessità: proteggere i servizi online offerti da possibili attacchi hacker e continuare a garantire un semplice accesso su più canali.

Referendum confermativo 2016

Premessa

Questo articolo non fa favoritismi e né l’autore vuole influenzare il lettore in alcun modo. Il senso è di fornire informazioni e riflessioni su cosa si vota e il motivo. Preciso, che questa volta do spazio alla politica italiana sul blog in quanto si parla di modificare la costituzione italiana; cioè un pezzo delle fondamenta del nostro bellissimo Paese e di un popolo straordinario come quello italiano.

Contenuto

Il prossimo 4 dicembre gli italiani, aventi diritto al voto, saranno chiamati ad esprimere la loro opinione con un referendum confermativo. Il referendum confermativo, detto anche costituzionale o sospensivo, prescinde dal quorum. Questo significa che si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se la maggioranza degli aventi diritto abbia partecipato o meno alla consultazione; a differenza, pertanto, da quanto avviene con il referendum abrogativo. In sintesi, con questo referendum non si cancella alcuna legge ma la si conferma eventualmente.

Nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016 è stato pubblicato il testo della legge costituzionale approvato da entrambe le Camere, in seconda deliberazione, a maggioranza assoluta dei componenti.

La legge ha l’effetto di superare il bicameralismo perfetto e introdurre il bicameralismo differenziato (o imperfetto). Con quest’ ultimo, Camera e Senato avranno composizione diverse e funzioni in gran parte differenti. Infatti, con questa riforma, la Camera dei Deputati diventa l’unico organo con pieni poteri e il Senato della Repubblica ricopre un ruolo di rappresentanza degli enti territoriali.

Il testo approvato, oltre al superamento dell’attuale sistema bicamerale, prevede, tra l’altro:

  • la revisione del procedimento legislativo, inclusa l’introduzione del c.d. “voto a data certa”;
  • l’introduzione dello statuto delle opposizioni;
  • la facoltà di ricorso preventivo di legittimità costituzionale sulle leggi elettorali di Camera e Senato;
  • alcune modifiche alla disciplina dei referendum;
  • tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare, per la presentazione delle quali viene elevato il numero di firme necessarie;
  • la costituzionalizzazione dei limiti sostanziali alla decretazione d’urgenza;
  • modifiche al sistema di elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici della Corte Costituzionale da parte del Parlamento;
  • la soppressione della previsione costituzionale delle province;
  • la riforma del riparto delle competenze tra Stato e regioni;
  • la soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).
  • l’introduzione dello statuto delle opposizioni;

L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione ha dichiarato la legittimità del seguente quesito referendario:

«Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?».

In sintesi, per i cittadini italiani vuol dire:

  1. Si avrà una sola camera che penserà ad approvare leggi ed eleggere il Presidente della Repubblica e una parte dei giudici della Corte Costituzionale;

A mio avviso, il sistema parlamentare diventerebbe monocamerale di fatto in quanto il Senato della Repubblica non avrebbe alcun potere. Questo sistema velocizza le approvazioni e riduce i costi in quanto il numero dei Senatori scenderebbe a 100 ma, al tempo stesso, non ci sarebbe una doppia lettura di eventuali leggi sconsiderate. A differenza di altri Paesi, l’Italia non elegge il Primo ministro, questo vuol dire che una persona non eletta dal popolo italiano potrebbe ritrovarsi ad avere un enorme potere: governare in modo incontrastato e chiedere alla Camera che lo ha eletto di approvare leggi. Questo nuovo sistema potrebbe implicare situazioni imbarazzanti di tipo democratico in futuro.

  • Non esiste un procedimento legislativo finalizzato ma è ancora in valutazione. Inoltre, non si sa come saranno disciplinati i referendum.
  • Il numero di firme necessarie per esaminare le proposte di legge di iniziativa popolare verrà aumentato, non si sa di quanto ma di fatto rendendoli più difficili.
  • Le province verranno soppresse senza informare, o indicare, quale ente raccoglierà le competenze e chi si sobbarcherà dei costi.
  • Il CNEL sparirà, invece di essere migliorato o rafforzato. Ricordo che questo organo è stato voluto in costituzione e ha competenza in materia di legislazione economica e sociale. È un organo consultivo del Governo, delle Camere delle Regioni, e ha diritto all’iniziativa legislativa, limitatamente alle materie di propria competenza. Questo organo ha una valenza sociale notevole in quanto è espressione democratica di lavoratori dipendenti, indipendenti e imprese. Le funzioni del CNEL sono quelle di:
  •    promuovere iniziative legislative;
  •     esprimere pareri.

I pareri sono forniti solo su richiesta del Governo, delle Camere o delle Regioni (quindi non sono obbligatori) e, anche se forniti, non risultano vincolanti.

L’ultima riflessione doverosa da fare, da un punto di vista qualitativo, è che in origine la costituzione venne scritta da una assemblea creata appositamente e fatta di esperti mentre l’attuale richiesta viene da un governo che non è espressione della volontà popolare.

Accordo commerciale CETA.

ceta_signNel mese di Agosto avevo scritto dell’accordo CETA, cioè dell’accordo commerciale che Canada e EU vogliono stipulare (http://www.valeriocirella.com/2016/08/21/ceta-agreement-eu-canada/) per eliminare le tariffe dogali al 98% degli scambi commerciali che hanno tra loro.

Con sorpresa ho letto qualche giorno fa, su autorevoli quotidiani finanziari, che a “causa” delle incertezze del Parlamento regionale Vallone (la regione Belga francofona con 4 milioni di abitanti) il trattato non poteva essere ratificato dal Parlamento Belga e quindi approvato dalla EU.

Diversi Media hanno puntato il dito contro questa piccola popolazione sostenendo che bloccavano il volere della maggioranza dei cittadini europei.

Siccome questo accordo impatterà sulle vite dei cittadini europei (costi dei beni, provenienza e futuri scenari) è opportuno fare delle valutazioni.

La Vallonia chiedeva due principali rassicurazioni per il suo settore agricolo, nello specifico:

  1. Qualità dei beni Canadesi in linea con quelli europei, per non essere penalizzati da una concorrenza sleale.
  2. Creazione di tribunali imparziali e trasparenti e che l’accordo non rappresenti una scappatoia per le multinazionali americane, con sede in Canada, per far causa ai governi europei.

Bisogna anche ricordare che nessun Paese europeo ha sottoposto questo accordo ad un referendum popolare (almeno finora). Quindi ridurre la questione, o puntare il dito contro una piccola regione, non mi sembra corretto ma anzi bisogna tenere in grande considerazione una piccola popolazione che ha saputo creare un un dibattito popolare, tener testa ad una grande Paese come il Canada e che si è vista riconoscere le sue richieste.

Infatti, le azioni diplomatiche, i chiarimenti tra Belgio e Canada e i ritocchi al trattato, che accogliessero le richieste della Vallonia e di altri Paesi europei, hanno fatto in modo da far approvare questo accordo a tutta la UE e il 30 ottobre 2016 l’accordo CETA è stato firmato tra Canada e EU.

Forse la mia sarà solo una sensazione ma credo che questo accordo getti le basi per una sua estensione che includerà la libera circolazione delle persone, lavoro e….moneta unica.

L’evoluzione de ‘Internet delle cose’ (IOT): Internet delle Nano Cose (IONT)

iontAppena si crede che una nuova frontiera si sta avvicinando subito ne spunta un’altra all’orizzonte. In questo caso sto parlando de ‘Internet delle Nano Cose’. Questo è un sistema di connessione basato su una serie di piccolissimi componenti capaci di circolare perfino nel nostro organismo o essere mischiati a materiali usati per la costruzione di edifici e cose e che sono collegati tra loro per scambiarsi informazioni.

IONT utilizza nano dispositivi (paragonabili a cento nanometri), i quali, presi singolarmente, riescono a garantire funzionalità minime e performare operazioni semplici ma che, se supportate dall’IOT, possono svolgere operazioni piú complesse.

Questa nuova tecnologia potrà essere impiegata in modo e contesti diversi. Ad esempio in campo medico, andando ad integrare il body area network e permettere una comunicazione più accurata dei valori corporei come mostra l’immagine sotto.

body_area_network

Essi possono essere integrati anche in altri componenti in modo da avere mappe molto accurate e ricche di dettagli come cambiamenti di luce, di campi magnetici, di concentrazione chimiche nell’aria, di correnti elettriche etc.

Al momento è allo studio, il metodo di comunicazione tra questi nano dispositivi. Ci sono due ipotesi al riguardo:

  1. Comunicazione molecolare. In particolare, l’informazione (messaggio) verrebbe codificato e inserito in una molecola per poi essere ricevuto e decodificato sempre da un’altra molecola.
  2. Comunicazione elettromagnetica. Il messaggio viene inviato usando radiazioni elettromagnetiche rilasciate da componenti presenti in nano-materiali.

Purtroppo non ci sono molti dettagli disponibili riguardo questi metodi di trasmissione e bisogna rinviare la spiegazione approfondita ad un prossimo futuro.

Anche se tutto ciò può sembrare affascinante e sicuramente può contribuire a migliorare le condizioni di vita dell’essere umano, dobbiamo anche riflettere sui pericoli che comportano per la tutela della privacy e della sicurezza personale. Infatti siccome I nano dispositivi sono così piccoli che possono essere facilmente inalati o introdotti deliberatamente o inavvertitamente nel nostro organismo, potrebbero provocare reazioni del nostro sistema immunitario o risultare tossici. Inoltre, questi dispositivi possono essere integrati in materiali per la costruzione di case e altri oggetti, anche a nostra insaputa, e potrebbero catturare e rilasciare informazioni personali.

Cina e gli investimenti nella intelligenza artificiale

Secondo Gartner, la Cina sta investendo pesantemente nello sviluppo di alta tecnologia. Questo è dovuto a due fattori principali:

 

  1. Elevato numero di utenti internet. La stima per il 2016 parla di 650 milioni di utenti internet e 980 milioni di utenti di Internet mobile (ad esempio smartphone, ipad, etc).
  2. Un grande mercato di consumatori di prodotti di alta tecnologia. Questo punto dà una buona aspettativa in termini di rendimento.

 

Rispetto ad altri Paesi, la Cina può sviluppare in fretta tecnologie di intelligenza artificiale poiché ha condizioni uniche:

  1. Ha una grossa disponibilità di informazioni personali. Infatti I cinesi hanno un concetto diverso di privacy rispetto al mondo occidentale.
  2. Le aziende attirano i migliori talenti dai concorrenti e con questo esse aumentano l’esperienza, il know how e arrivano ai risultati rapidamente.
  3. La Cina ha una enorme disponibilità economica che usa anche per investimenti e acquisizioni di aziende di primissimo profilo IT.

chinese_investment

L’immagine mostra la quantità di investimenti delle aziende cinesi in società statunitensi. Invece, le startup sono supportate per lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale. Invece, imprese esistenti, come il provider di servizi web Baidu, investono nel settore AI in quanto redditizio. Nello specifico, il laboratorio di ricerca di Intelligenza Artificiale nella Silicon Valley (SVAIL), sta investendo nel riconoscimento vocale per poi impiegarla in prodotti da vendere. La società è anche presente nell’implementazione IA per le automobili, con l’obiettivo di produrre una vettura senza conducente in cinque anni. Solo nel 2015, la società ha speso $ 1,5 miliardi, che rappresenta il 15% delle entrate, per ricerca e sviluppo, di cui IA è una parte cruciale.

Le condizioni sopra descritte sono uniche per un singolo Paese e questo rende difficile per chiunque altro stargli al passo.

Accordo CETA tra UE e Canada

CETAÈ solo da qualche giorno che i giornali internazionali hanno accennato e trattato l’accordo tra Canada e UE: Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA). Vediamone i particolari in questo articolo.

Al di la dell’accordo in se, il CETA è importante perché è anche il precursore di uno più importante e complesso ( in termini economici e di regolamentazione), che è in fase di studio e negoziazione tra USA e UE, il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP).

Il CETA è stato concluso nell’agosto 2014 e a luglio del 2016 la Commissione Europea lo ha formalmente proposto al Consiglio Europeo, per la firma e la conclusione dell’accordo. L’iter prevede che dopo l’approvazione del Consiglio Europeo, questo entrerà in vigore temporaneamente. Per avere l’approvazione finale ed essere valido definitivamente, la proposta deve avere il consenso del Parlamento Europeo e ratificato da tutti gli stati membri della UE.

Vediamo, nello specifico, cosa propone questo accordo (fonte: Commissione europea http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/index_en.htm):

  1. Aiutare la crescita economica e, quindi, l’occupazione. Si ritiene questo possibile perché 4 anni dopo l’accordo con la Repubblica di Corea, le esportazioni europee verso la Corea del sud crebbero del 55% per i beni e del 40% per i servizi. Si è calcolato che ogni miliardo di euro di esportazioni genera 14.000 posti di lavoro e l’ aumento dei salari del settore specifico legato alle esportazioni.
  2. Non ci saranno più dazi per le esportazioni e questo si traduce in un risparmio di €600 milioni all’anno per le aziende UE. I prodotti che ne beneficeranno di più saranno quelli agricoli e industriali.
  3. Partecipazione a gare pubbliche Canadesi a tutti i livelli per le aziende Europee. Ad oggi, questo mercato è di 30 miliardi di euro. Questa opportunità è data solo alle aziende europee, infatti non ci sono altre compagnie internazionali che possono aderire.
  4. Sarà creato un forum per la cooperazione e il controllo normativo tra le due controparti. L’obiettivo è quello di suggerire accorgimenti normativi per migliorare la cooperazione. Cosa importante, particolari beni devono essere conformi ad entrambe le normative, nello specifico: materiale elettrico, giocattoli, macchine industriali e materiale di misurazione. Questo vuol dire che un organismo europeo testerà i beni sopra menzionati per valutare la conformità del mercato di destinazione. Particolare attenzione è riservata al mercato dei cibi e dell’ambiente. I prodotti Canadesi potranno essere importati e venduti in Europa solo se rispettano le regole europee, quindi non potranno contenere ormoni per la crescita o OGM. I prodotti europei di alta qualità, invece, troveranno più spazio e saranno più competitivi in Canada che è un paese con salari alti e che cerca la qualità europea.
  5. Protezione e salvaguardia delle innovazioni europee, artistiche e prodotti tradizionali. Il Canada allineerà la protezione del copyright alle norme dell’organizzazione mondiale della proprietà intellettuale.
  6. Apertura del Canada ai servizi europei, in particolare: servizi finanziari, telecomunicazioni, energia e trasporto marittimo.
  7. Promuovere e proteggere gli investimenti. Gli investitori dei due blocchi saranno tutelati e avranno gli stessi trattamenti giuridici ed economici e godranno degli stessi diritti in qualunque Paese si trovino. Pertanto, questo accordo va ad annullare eventuali discriminazioni di provenienza.
  8. Il CETA è stato creato con i presupposti di sostenere la democrazia, la salute pubblica, la sicurezza e l’ambiente.
  9. CETA non influenzerà in alcun modo il diritto dei Paesi a governare autonomamente per l’interesse pubblico.

Per il Canada questo accordo è senza dubbio il più importante dopo il NAFTA. Si sono resi favorevoli a questo accordo con l’Europa, in seguito ad una attenta valutazione sui benefici che ne possono derivare. L’accordo è fatto per creare crescita economica e protezione degli interessi pubblici, ambientali e per la salute pubblica.

Gli interessi privati in settori pubblici sono esclusi. Se un Paese vuole mantenere il monopolio di acqua, petrolio, telecomunicazioni etc, è libero di farlo.

Sulla base dei documenti ufficiali a disposizione, questo accordo è nelle migliori intenzioni per il libero scambio e, quindi, negli interessi delle aziende. A memoria, anche la CEE venne creata per gli stessi obiettivi e dopo decenni si decise che l’Europa era pronta ad una unione di Stati che ha comportato la nascita di organizzazioni sovranazionali e un’ unica moneta. Sarà anche questo un inizio della Unione Euro – Canadese?

I 3 progetti di trasporto rivoluzionari e disponibili a breve

trasporto futuristicoI mezzi di trasporto sono oggetto di notevoli cambiamenti in questi ultimi anni, questo per rendere il viaggio più agevole ed efficiente possibile alle persone.

Molti progetti sono in fase di valutazione e molti altri sono in corso di attuazione. Ad esempio, abbiamo sentito parlare di macchine volanti, droni per il trasporto pubblico, aerei con motori elettrici, autobus senza pilota, etc.

Questo articolo si concentra sui tre principali sviluppi che vedranno la luce in pochissimi anni.

  1. Hoverbike. È una moto volante e tra le società interessate allo sviluppo c’è Aerofex che ha fissato la data di uscita nel 2017. Il prodotto si chiamerà Aero-X. Il veicolo potrà alzarsi di 3,6 m dal suolo e potrà raggiungere una velocità max di 72 km / h. È stato progettato per trasportare 2 persone e ha una autonomia di 1 ora e 24 minuti. Il motore è a benzina e il prezzo parte da $ 85,000 (€76,000). Il veicolo non ha bisogno di poggiare su alcuna superficie e tantomeno su ruote, e questo li rende più sicuri in quanto forniscono maggiore stabilità ai passeggeri.
    2. Automobili senza conducente. Stanno diventando una realtà e alcune grandi case automobilistiche credono in una data di uscita del veicolo semi-autonomo entro il 2020 e in 10 anni per lo sviluppo di un veicolo completamente autonomo. Il principale vantaggio per gli utenti sarebbe: maggiore sicurezza, più tempo libero, riduzione delle emissioni di carbonio e utilizzo di questi veicoli anche per le persone anziane o che non hanno la capacità di guidare.
    3. Treno Super Maglev. I ricercatori cinesi e giapponesi stanno lavorando su una versione nuova e più veloce di Maglev, denominata super Maglev. Il treno attuale è il treno più veloce del mondo e può raggiungere 900 km / h (260 miglia / h). Per avere un confronto, il treno più veloce in Europa è AGV Italo, che può raggiungere i 575 km / h (357 km / h). Il super Maglev potrebbe raggiungere 6.480 chilometri all’ora (1800 km / h). Per ridurre la resistenza dell’aria i ricercatori vogliono incapsulare il treno in un condotto chiuso e pressurizzato. Il problema principale per l’implementazione di tale ricerca è propio la realizzazione di tale enorme infrastruttura intorno ai binari che avrebbe un costo insostenibile.

Tali veicoli, se fossero realizzati, cambierebbero la demografia di qualsiasi Paese e anche le abitudini dei loro abitanti.

I.J. Good e la “intelligence explosion”

GoodOggi vi voglio parlare di un grande uomo I.J. Good (9 dicembre 1916-5 aprile 2009), il quale è stato un matematico britannico e futurista.

Il mio interesse per lui è dovuto al fatto che ha anticipato il concetto di macchine ultra-intelligenti (un passo più avanti rispetto all’ intelligenza artificiale).

Good era un prodigio in matematica, infatti si racconta che una volta si trovava nella sua culla e chiese a sua madre quanto faceva mille volte mille. Durante il periodo di guarigione dalla difterite, egli scoprì i numeri irrazionali e prima di quattordici anni contribuì al miglioramento della matematica induttiva.

Durante la seconda guerra mondiale partecipò alla decodifica della comunicazione crittografata dei tedeschi, fornendo informazioni utili e sensibili agli alleati.

Durante quel periodo introdusse, per la prima volta, il concetto di macchina ultra-intelligente. Egli dichiarò: “Definendo macchina ultra-intelligente una macchina che può superare di gran lunga tutte le attività intellettuali di qualsiasi uomo intelligente. Dal momento che la progettazione di macchine è una di queste attività intellettuali, una macchina ultra-intelligente potrebbe progettare macchine sempre migliori; si verificherebbe, in questo modo, un ‘intelligence explosion‘ e l’intelligenza umana sarebbe lasciata molto indietro. Per questo dico che la prima macchina ultra-intelligente sarebbe anche l’ultima invenzione che l’uomo dovrebbe mai fare, a meno che la macchina stessa ci dica come tenerla sotto controllo “.

L’ intelligence explosion è il risultato atteso nel caso in cui si verificasse la singolarità tecnologica (technology singularity). Quest’ultima, invece, è lo scenario nel quale l’intelligenza artificiale (IA) innesca uno sviluppo tecnologico senza precedenti, che sovvertirebbe la civiltà umana.

Al giorno d’oggi, l’IA è fermata dalla limitata intelligenza del cervello umano, ma se gli sviluppi informatici e quelli su AI dovessero continuare con la tendenza di oggi, il rischio di creare un super-intelligenza (espansione dell’intelligenza umana) è concreto. Ciò significa che i computer avranno più intelligenza degli esseri umani e l’essere umano potrebbe perdere il controllo della situazione ed essere controllato (o dipendente) dalle macchine.

Se invece, ipotizzassimo che gli esseri umani possano comunque controllare le macchine in base a dei limiti autoimposti (anche se non vedo questo plausibile), siccome le scoperte generate dal queste macchine ultra-intelligenti sarebbero davvero eccezionali, la domanda è: Sarebbero queste scoperte condivise con l’intera umanità oppure sarebbero utilizzate unilateralmente per scopi di sopraffazione? In breve ci troveremmo davanti al dubbio se queste eccezionali scoperte sarebbero una soluzione ai problemi del genere umano o ne procurerebbero di altri e più gravi.

Gli scienziati hanno idee diverse per quanto riguarda l’evoluzione delle capacità dell’essere umano.

  1. Una corrente di pensiero crede che la capacità dell’essere umano sia immutabile.
  2. Il secondo pensiero crede che l’ evoluzione dell’intelligenza umana segua di pari passo il progresso della IA in quanto si apprenderebbe via via dalle nuove scoperte fatte. Questo, quindi, accrescerà l’intelligenza umana che a sua volta sarà in grado di creare un livello di IA più avanzato e così via.
  3. La terza idea è una combinazione delle due precedenti. In effetti, alcuni futuristi suggeriscono che sarà possibile ‘caricare’ la mente umana ai computer per amplificare l’intelligenza degli esseri umani.

Ritornando alla citazione in alto, Good si auspicava che la macchina ultra-intelligente fosse l’ultima invenzione fatta dall’uomo in quanto sarebbe dannosa per la specie umana. C’è da dire, però, che Good visse durante la seconda guerra mondiale e pensava che per superare i problemi umani (per esempio la guerra, armi nucleari e l’inquinamento), le macchine ultra-intelligenti fossero essenziali. Io aggiungerei che sono essenziali fino al punto di non ritorno…ah già …. quale è il punto di non ritorno?

Ruolo delle lingue locali nel periodo della globalizzazione

LanguageImageHo sentito un interessante discorso alla radio questa mattina. I due speakers radiofonici hanno discusso il futuro dei dialetti regionali in un mondo globalizzato.

La globalizzazione è un sistema basato sulle interconnessioni di diversi fattori: economici, politici, culturali, linguistici e ambientali. Questo sistema è in grado di rendere irrilevanti i confini dei Paesi. La globalizzazione ha lo scopo di uniformare e armonizzare i processi e le comunicazioni. Questo significa anche che alcune lingue sono utilizzate come standard di comunicazione e questo ridimensiona il ruolo delle lingue locali e regionali nella società e nel contesto economico. In altre parole, più aumenta l’integrazione dell’economia mondiale e più diventa indispensabile, e naturale, dotarsi di una lingua comune, a discapito di dialetti regionali e delle lingue minoritarie.

Le lingue locali sono la sintesi dell’evoluzione sia della comunità che della storia di un popolo. Credo fermamente che le lingue locali sono una risorsa per le persone. Infatti, esse ricordano le radici e rende la comunità più forte perché è un valore condiviso tra gli individui. I dialetti sono belli da ascoltare, perché sono caratterizzati da un mix di parole antiche e moderne e il suono è influenzato anche da diverse culture. Gli esempi si trovano in qualsiasi Paese del mondo (ad esempio l’Italia, la Spagna, la Cina, i Paesi Arabi, i Balcani).

La globalizzazione è supportata da Internet e, naturalmente, dai social media. Per essere più veloci con Apps, SMS ed e-mails, gli utenti stanno alterando le parole, andando a trasformare la buona scrittura in una perdita di arte.

C’è anche da dire che la gente vuole imparare una lingua standard (ad esempio l’inglese) per esigenze di comunicazione ma i madrelingua inglesi, ad esempio, avvertono meno l’esigenza di imparare una seconda lingua.

La comunicazione è fondamentale per l’essere umano e se un linguaggio comune consente una comunicazione facile and efficace con persone di tutto il mondo, questo ci può semplificare la vita. Però, c’è anche da dire che i programmi scolastici devono proteggere le lingue locali rendendole parte della formazione al fine di evitare la standardizzazione del linguaggio e la perdita di una parte importante della storia e del patrimonio nazionale. Il mantenimento e la tutela delle lingue locali aiutano le persone, in particolare i bambini, a valorizzare e apprezzare la propria cultura e il patrimonio. Per gli emigranti e per quelli che hanno perso la lingua nativa, c’è il rischio di perdere anche il legame con la famiglia e la comunità nativa.

In base a quanto scritto in questo articolo, è estremamente importante non essere miopi su questo argomento e lavorare tutti insieme per proteggere lingue e dialetti locali e aumentare il loro utilizzo.