Motivi del Brexit – Fatti –

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united kingdom exit from Europe

Il 23 giugno, i cittadini britannici furono chiamati alle urne per un referendum. Dovettero decidere se restare o lasciare l’Unione Europea. Il risultato fu: “lasciare EU”. Appena fu noto, i critici di tutto il mondo condannarono questa democratica decisione e ci furono importanti ripercussioni nel settore finanziario, economico e politico. Infatti, la sterlina, in un solo giorno, ebbe un calo record che non accadeva da 31 anni; il giorno successivo, Venerdì 24, il mercato azionario globale perse $ 2 trilioni e il cancelliere britannico, George Osborne, parlò della possibilità di aumentare le tasse, in virtù del risultato referendario. Dopo questi eventi finanziari e politici davvero straordinari, mi venne spontanea la domanda se fosse così male e controproducente lasciare l’UE, in particolare per UK.

Da lì, ho iniziato ad indagare e analizzare quanto scoperto:

  1. Il Regno Unito non ha mai aderito all’euro, questo significa che sia le compagnie che le persone non dovranno affrontare alcun shock legato all’abbandono di una moneta.
  2. Il Regno Unito resta ancora geograficamente in Europa, per quanto banale questo possa essere.
  3. Secondo le statistiche “uktradeinfo” (aprile 2016), l’economia del Regno Unito si basa sulle importazioni (http://bit.ly/1OVoCTJ). In effetti, negli ultimi 12 mesi, il Regno Unito ha importato £75 miliardi dalla UE e £ 72 miliardi dai paesi extra-UE; mentre le esportazioni sono state £45 miliardi verso UE e £ 50 miliardi verso Paesi extra-UE, pertanto ora la bilancia commerciale è molto sotto pressione. Da questi dati, emerge uno scenario dove è più probabile che l’UE abbia convenienza a tenere il Regno Unito legato a sė piuttosto che lasciarlo andare.
  4. I cinque principali partner commerciali britannici sono:
  • Germania, le cui importazioni britanniche superano le esportazioni di £2,5 miliardi.
  • USA, questa volta le esportazioni superano le importazioni di £ 1 miliardo.
  • Paesi Bassi, dai quali le importazioni superano l’esportazione di £ 1,3 miliardi.
  • Svizzera, le importazioni superano di £2,8 miliardi le esportazioni.
  • Cina, le importazioni superano £ 1,7 miliardi.

5. Secondo le statistiche ufficiali del governo del Regno Unito (http://bit.ly/1Oe5r5e), nel 2015, il contributo netto al bilancio UE è stato di £ 8.4 miliardi (il pagamento lordo, invece, è stato di £ 17,7 miliardi). In termini percentuali, la contribuzione lorda al bilancio EU è stata del 12,5% (terzo contributore dopo Germania e Francia). In altre parole, il Regno Unito ha pagato £8,4 miliardi in eccesso rispetto a quanto è ritornato dalla UE.

6. Rimanere fuori dalla EU significa rimanere fuori anche dai suoi regolamenti quindi, significa anche che il Regno Unito è libero di gestire la tassazione per le imprese (in particolare la corporation tax). Ad esempio, potrà ridurre le tasse per le grandi aziende e attirare le lo attività e creare posti di lavoro.

7. La pressione sulla sterlina che sta riducendo il valore rispetto alle monete principale, comporta anche un aumento di interesse per I prodotti e servizi inglesi in quanto meno cari del passato. Questo, quindi, comporta una maggiore esportazione, un livellamento della bilancia commerciale e più posti di lavoro. Naturalmente questa non è una buona notizia per i vicini europei che hanno un concorrente in più per le esportazioni.

8. Immigrazione. In Europa abbiamo già casi di Paesi con frontiere aperte per europei, anche se non fanno parte dell’ Unione Europea. Ad esempio, rientrano Paesi come: Svizzera, Monaco, Norvegia, Islanda, Andorra e Liechtenstein. Come è noto, i cittadini europei non hanno problemi sia per visitarli sia per lavorare in essi. Il Regno Unito è uno dei principali paesi dell’Unione Europea che attira l’immigrazione e questo avviene per diversi motivi. I principali sono: la lingua inglese (sia per studiarla sia perché la maggior parte degli immigranti già la conosce e questo rende semplice cercare lavoro); la cultura, il tenore di vita e la qualità e la quantità dei posti di lavoro disponibili. Far parte della EU vuol dire anche non avere pieno controllo della immigrazione, questo vuol dire che, anche se l’economia non è forte abbastanza da soddisfare tutta la forza lavoro disoccupata, non si può intervenire sul flusso degli ingressi. Questo ha diverse ripercussioni sulla popolazione aumentando il disagio sociale. Infatti, maggiori disoccupati significa diminuzione degli stipendi, allungamento del tempo per trovare lavoro e, in caso di disoccupazione severa, anche emigrazione.

9. Dal punto di vista diplomatico, possiamo concordare che il Regno Unito non è secondo a nessuno. Inoltre, il partner principale per le esportazioni sono gli Stati Uniti d’America, con i quali hanno un rapporto consolidato e speciale. Inoltre, conserva ancora il suo importante ruolo internazionale. Ad esempio, è membro permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; ha uno delle migliori difese militari del mondo e un controspionaggio efficiente. Le aziende britanniche sono forti e hanno attività in tutto il mondo. Il settore finanziario è uno dei migliori in termini di servizi offerti, asset management e della sicurezza. Ha trattati, accordi e alleanze con le vecchie colonie.

10. Il Regno Unito è una società multiculturale e Londra è una capitale molto efficiente.

Alla luce di quanto scritto sopra, la mia domanda iniziale diventa: “Cosa può offrire l’Unione Europea al Regno Unito per farlo restare?”. Qualcuno ha menzionato che, facendo parte della EU, si possono avere vantaggi commerciali internazionali e concludere migliori trattative commerciali. Questo mi fa sorridere, in quanto mi chiedo come possa la EU sapere cosa è meglio per UK oppure cosa possa davvero fare che non possa farlo un paese indipendente e con secoli di esperienza come UK.

Personalmente mi piace l’idea di far parte di una grande comunità come la UE perché questo fa aumentare le competenze personali e avvicina persone con background diversi (anche se a volte c’è un prezzo da pagare). Imparando dalle esperienze di altre persone si può rendere il mondo un posto migliore, ma il risultato del referendum britannico dice che ci sono anche dei problemi e la gente è insoddisfatta. Per questo, ora è il momento per le istituzioni europee di riflettere su tale risultato e di agire il prima possibile in modo da soddisfare le richieste dei cittadini europei.

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